di Lorenza Garbarino
Nico Orengo è scrittore che ha fatto della sua Liguria un topos letterario da cui partire – letteralmente – alla volta di luoghi limitrofi, quasi mai troppo lontani, luoghi di confine però, in un continuo gioco di scambi funzionali alla storia raccontata. Che si tratti di parole, gesti o pietanze arricchite per osmosi di nuovi suoni e sapori, anche in questo lungo racconto, che si dipana su tanti livelli, una curiosità si affaccia alla mente dello scrittore e diventa occasione di indagine, pensiero su cui se ne annidano altri, riflessioni che traghettano su percorsi che sembrano portare altrove, come in un domino, ma che poi riconducono al punto. Il triangolo in cui navigano i personaggi, gli animali, gli oggetti di Nico Orengo e anche lo stesso autore (che talvolta viaggia anche su carte geografiche, tra parole al telefono o scritte) ha necessariamente ai vertici la sua Liguria di Ponente, il Piemonte e quell’angolo di Francia in cui ancora si sentono echi delle voci dei marinai italiani.
Che ci fanno dunque le acciughe nel piatto che profuma di mare ma più di ogni altro parla piemontese? Come sono finite ai piedi delle Alpi, dentro la bagna caoda?

Si tratta quindi di un viaggio quello che Orengo intraprende ne Il salto dell’acciuga, un viaggio che inizia due volte in mare per prendere poi percorsi di terra: quello della piccola acciuga che si affaccia al mare, si guarda intorno e si lascia poi scivolare verso il fondo in cerca della riva; e quello di tre pescatori che hanno trascorso la vita ai remi della loro barca, attraverso un itinerario disegnato dal vento, con l’occhio sempre vigile e le mani esperte. Si naviga sopra il mare, scivolando sulla sua superficie a pelo d’acqua che talvolta somiglia a olio, contrastando finché si può i capricci del tempo, avversità da sfidare sino a un certo punto. Oltre non è consentito: è la saggezza ad imporlo. Ma le vie d’acqua si possono percorrere anche sotto quella superficie dove d’improvviso il mondo cambia completamente, si attutiscono i rumori e la luce arriva filtrata. È lì che vive l’acciuga, è da lì che inizia un’altra navigazione: verso la terra e poi dentro un barile. Ecco il salto, il primo, perché sui carretti azzurri color mare degli acciugai ambulanti della Val Maira prenderà avvio un viaggio che lungo le vie dei contrabbandieri del sale, attraverso percorsi tortuosi, arriverà anche in Francia. Da pane di mare l’acciuga coperta di sale diventa pane di montagna o addirittura “pesce di montagna”.
È seguendo l’acciuga che Orengo, immaginandone le rotte, intreccia reti, sfila dalle maglie ciò che gli è utile gettando altrove il superfluo. E come un bravo cantastorie racconta e naviga tra le parole: forse proprio il toponimo di quel pugno di case che è Moschiéres è il vero approdo della sua ricerca, lo snodo di questa vicenda che veleggia tra mare e terra.
Lorenza Garbarino, Laureata in Materie Letterarie presso l’Università di Cagliari con una tesi su Eugenio Montale, ha pubblicato il racconto “Su strada ferrata” (Editoriale Le Stelle, 2000), la raccolta di poesie “I colori di ieri” (Edizioni Helicon, 2001) e il saggio “La Liguria di Montale” (Ibiskos Editrice Risolo, 2005). Ha curato inoltre i testi (tradotti in diverse lingue) per i libri fotografici di Tiziana Savinelli “L’isola più ad ovest – Immagini d’amore per Carloforte” (2003) e “Cuore di tonno” (2005) entrambi per Syncrhomy.
Nel 2002 entra a far parte del Dizionario degli autori italiani del secondo Novecento, con prefazione di Ferruccio Ulivi, e nel 2003 nella “Storia della Letteratura Italiana Contemporanea” a cura di Neuro Bonifazi. “Sui passi di Melania” si è classificato 3° alla XXXII Edizione del Premio Internazionale Casentino per la narrativa inedita. Nel 2020 con il libro “Hauswirth della montagna. Storia di un poeta della carta” (Ed. Fusta) è stato premiato, ancora inedito, al concorso Leggimontagna 2018 e nel gennaio di quest’anno si è aggiudicato il secondo premio al Concorso nazionale letterario di narrativa “Pradzalà – Una montagna da vivere – Prima edizione
E’ direttrice artistica della rassegna estiva “L’isola dei Libri” sull’isola di San Pietro – Carloforte, giunta alla sua sesta edizione.
Quaderni di Bordo – Naviganti 2026