Edere Scientiam Hominis et Orbis

“Edere Scientiam Hominis et Orbis”

L’uomo, la natura e i cieli nelle opere del ‘600 e ‘700.
Una selezione di volumi del Seicento e del Settecento appartenenti al fondo antico della Biblioteca storica diocesana, patrimonio librario del Collegio gesuitico, attraverso il quale i Gesuiti espressero una vitalità culturale di altissimo livello.

Si tratta di opere che, in seguito alle profonde trasformazioni culturali prodotte dalla Rivoluzione scientifica, hanno dato luogo ad una nuova visione della natura, del mondo e dell’universo.

“Libris Pasco ut Prosim”

Visitabile per tutti i giorni della Fiera, presso il Museo Diocesano in Vico Duomo a Iglesias la mostra “Libris Pasco ut Prosim“.

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La Mostra è occasione per osservare da vicino quattordici delle novantadue Cinquecentine della Biblioteca Diocesana – opere librarie risalenti approssimativamente al 1500, realizzate con la tecnica della stampa a caratteri mobili – e nel contempo compiere un viaggio nella storia della diffusione della cultura, a mezzo della diffusione del libro.

Un viaggio agli albori dell’editoria, quando gli editori erano nel contempo tipografi, editor e librai, oltre che dotti e umanisti. Opere di diversi formati, decorati da incisioni xilografiche – più raramente calcografiche – provenienti dalla stamperia Manuzio di Venezia, forse la più celebre (marca: un’ancora con un delfino), Sessa (marca: un gatto in varie pose con un topo in bocca), Scoto (le Grazie), DeFranceschi, Giunta, Grifio. Oltre alle marche tipografiche – loghi delle antiche stamperie – si possono ammirare frontespizi e pagine scelte, privilegi (un’anticipazione del nostro diritto d’autore), note di possesso, glosse a margine.

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Come illustrato dalla dottoressa Cecilia Melis, in Sardegna fu l’avvento dei Gesuiti a produrre un cambiamento culturale epocale, laddove, ancora nel XVI secolo, perfino i membri del clero erano ancora scarsamente scolarizzati.

I Gesuiti fondarono due collegi, uno a Sassari e uno a Cagliari, che nel ‘600 divennero Università.

Ampio spazio è naturalmente dedicato all’interno della Mostra alla figura di Niccolò Canelles, primo editore sardo, nato a Iglesias, che divise la sua vita tra Cagliari e Roma, e che, dopo una carriera da stampatore itinerante, decise di creare la prima stamperia fissa.

La sua marca era un’ape posata su un fiore. Suo anche il motto: “Pasco ut Prosim”, che non a caso è stato scelto come titolo dell’esposizione.

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La Mostra resterà aperta per tutti e quattro i giorni della Fiera del Libro (22-25 aprile) e rivolgerà ai più piccoli laboratori didattici curati dal personale del Museo, che si terranno presso l’Auditorium del Palazzo Vescovile in Piazza Municipio.

Per informazioni:  0781 252231

 

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Biblioteca Diocesana

La Biblioteca storica della Diocesi di Iglesias è una biblioteca specializzata in discipline religiose ed ecclesiastiche che risulta attualmente costituita da circa 10.000 volumi.

La sua è una storia lunga in quanto il materiale in essa custodito è frutto della stratificazione di fondi provenienti dal Collegio ex- gesuitico e, successivamente, dal Seminario vescovile che, eretto nel 1774, provvide fin dal principio ad una propria dotazione libraria, propedeutica alla formazione dei giovani che si apprestavano a ricevere l’educazione ecclesiastica e al necessario aggiornamento dei loro insegnanti.

Successivamente, a partire dalla seconda metà del XVIII sec., il fondo si incrementò con opere non solo di argomento sacro e religioso ma anche di autori classici, sia latini che greci.

Nei decenni successivi la biblioteca crebbe gradatamente grazie alle donazioni di Vescovi, Canonici e Sacerdoti (come si ricava dai frontespizi di alcune edizioni), per divenire luogo di consultazione e studio, non solo dei chierici del seminario ma di tutto il Clero della diocesi iglesiente.

Tuttavia gravi sono state le perdite e i danni che il materiale ha subito in seguito a vicissitudini quali trasferimenti e incauti depositi che hanno depauperato il patrimonio fino a renderlo non più consultabile.

Nel corso di questo ultimo decennio, in piena sintonia con un più vasto movimento in ambito ecclesiale, la Diocesi di Iglesias ha avviato, un piano di tutela e valorizzazione di tale patrimonio con lo scopo di preservarlo nel lungo termine, accrescerlo secondo criteri ben definiti e diffonderne la conoscenza presso il maggior numero di utenti possibile.

A tale scopo, e nell’ottica dell’assoluta condivisione del sapere, la Diocesi di Iglesias ha intrapreso un importante lavoro di riordino e catalogazione (attualmente ancora in corso) dell’intero patrimonio che, collocato ordinatamente in scaffalature metalliche in una locale adibito a tale uso al pian terreno del Seminario vescovile, si compone di opere che, a partire dal Cinquecento fino all’Ottocento, sono di rilevante interesse per la presenza di temi religiosi ed ecclesiastici (Storia della Chiesa, Agiografia, Patrologia, Sacra scrittura, Filosofia, Teologia, Diritto ecclesiastico) insieme ad altri quali la Letteratura e la Storiografia.

Regolarmente aperta al pubblico la Biblioteca è dotata di una sala studio per la consultazione che comprende tredici postazioni più 1 postazione multimediale per la consultazione del catalogo informatizzato.

(Articolo a cura della Dottoressa Licia Meloni)

Archivio Storico Diocesano

Via Tenente Cacciarru 1, Iglesias

Quale istituto di conservazione del patrimonio documentario delle diverse realtà della Chiesa locale, l’Archivio Storico Diocesano attualmente custodisce la documentazione e gli scritti della Curia diocesana, del Capitolo della Cattedrale, del Seminario vescovile e, di recente donazione, l’archivio privato di don Pietro Allori (1925-1985), maestro di cappella della chiesa cattedrale.

Nonostante la Diocesi risalga al V secolo d.C. l’Archivio Storico della Diocesi di Iglesias conserva documenti solo a partire dalla prima metà del Cinquecento. I vari trasferimenti e l’unione con la Arcidiocesi di Cagliari (1513-1763) sono le cause del depauperamento di un archivio che tuttavia è fondamentale memoria della vita spirituale e sociale della Chiesa locale.

Con esso si realizza quanto prescritto dal can. 491 § 2 del Codice di Diritto canonico: “Il vescovo diocesano abbia anche cura che nella diocesi vi sia un archivio storico e che i documenti che hanno valore storico vi si custodiscano diligentemente e siano ordinati sistematicamente”.

È soprattutto in questo ultimo decennio, in piena sintonia con un più vasto movimento in ambito ecclesiale, che l’Archivio diocesano è divenuto luogo di studio e di ricerca, ma anche di valorizzazione e di promozione culturale.

Tutela materiale delle fonti archivistiche, organizzazione gestionale, facilità di accesso si sono coniugate con la promozione di iniziative che hanno consentito di valorizzare l’intero patrimonio documentario, nella prospettiva della recente pastorale dei beni culturali, quale apporto alla più ampia pastorale della cultura.

Sul piano istituzionale l’inizio fu lento; la fisionomia dell’archivio, nell’ordinamento della Curia vescovile, era quella di un ufficio dipendente dal cancelliere vescovile: a lui era riservata l’ammissione degli studiosi alla consultazione e le decisioni relative alla gestione dell’intero patrimonio documentario che, all’epoca, era alloggiato in locali adiacenti agli uffici della Curia.

È a S. E. Mons. Arrigo Miglio che si deve la volontà di dare una migliore sistemazione all’archivio, sia dal punto di vista istituzionale che logistica.

Con lo scopo di dare vita ad unico centro che accogliesse sia l’Archivio Storico Diocesano che la Biblioteca, fece ristrutturare alcuni locali di un’ala al pian terreno del Seminario vescovile che, grazie agli interventi annuali della CEI e della Regione Autonoma della Sardegna, vennero ridistribuiti in modo più razionale.

Dal 1998, reso autonomo dalla Cancelleria, dotato di un direttore responsabile e di un apposito regolamento, l’Archivio Storico Diocesano – istituito ufficialmente il 4 aprile 2010 – risponde alle esigenze e alle funzioni che gli competono in quanto istituto deputato a svolgere funzione di tutela nei confronti dei beni culturali che custodisce: igiene, climatizzazione, sicurezza per il materiale documentario, disponibilità, abitabilità, dignità degli spazi riservati al riordino, all’inventariazione e alla consultazione.

Questi gli interventi che hanno permesso di fare grandi passi soprattutto in ambito di consultazione, il cui incremento è, infatti, per l’archivio storico un elemento ineludibile della sua economia gestionale poiché far conoscere la consistenza dei fondi archivistici e incentivarne lo studio inducono ad elevare il grado di valorizzazione del patrimonio posseduto, ponendolo al servizio della cultura.

Sito ufficiale: http://www.archiviostoricodiocesiiglesias.it/

(Articolo a cura della Dottoressa Licia Meloni)