“Libris Pasco ut Prosim”

Visitabile per tutti i giorni della Fiera, presso il Museo Diocesano in Vico Duomo a Iglesias la mostra “Libris Pasco ut Prosim“.

13043642_10209628145246455_3698497562018610448_n

La Mostra è occasione per osservare da vicino quattordici delle novantadue Cinquecentine della Biblioteca Diocesana – opere librarie risalenti approssimativamente al 1500, realizzate con la tecnica della stampa a caratteri mobili – e nel contempo compiere un viaggio nella storia della diffusione della cultura, a mezzo della diffusione del libro.

Un viaggio agli albori dell’editoria, quando gli editori erano nel contempo tipografi, editor e librai, oltre che dotti e umanisti. Opere di diversi formati, decorati da incisioni xilografiche – più raramente calcografiche – provenienti dalla stamperia Manuzio di Venezia, forse la più celebre (marca: un’ancora con un delfino), Sessa (marca: un gatto in varie pose con un topo in bocca), Scoto (le Grazie), DeFranceschi, Giunta, Grifio. Oltre alle marche tipografiche – loghi delle antiche stamperie – si possono ammirare frontespizi e pagine scelte, privilegi (un’anticipazione del nostro diritto d’autore), note di possesso, glosse a margine.

1358770321 aldus

Come illustrato dalla dottoressa Cecilia Melis, in Sardegna fu l’avvento dei Gesuiti a produrre un cambiamento culturale epocale, laddove, ancora nel XVI secolo, perfino i membri del clero erano ancora scarsamente scolarizzati.

I Gesuiti fondarono due collegi, uno a Sassari e uno a Cagliari, che nel ‘600 divennero Università.

Ampio spazio è naturalmente dedicato all’interno della Mostra alla figura di Niccolò Canelles, primo editore sardo, nato a Iglesias, che divise la sua vita tra Cagliari e Roma, e che, dopo una carriera da stampatore itinerante, decise di creare la prima stamperia fissa.

La sua marca era un’ape posata su un fiore. Suo anche il motto: “Pasco ut Prosim”, che non a caso è stato scelto come titolo dell’esposizione.

canelles.png

La Mostra resterà aperta per tutti e quattro i giorni della Fiera del Libro (22-25 aprile) e rivolgerà ai più piccoli laboratori didattici curati dal personale del Museo, che si terranno presso l’Auditorium del Palazzo Vescovile in Piazza Municipio.

Per informazioni:  0781 252231

 

12718195_10209620340251335_3455366515988338987_n

 

diocesi

Teatro

Nei giorni della Fteatroelectraiera il Teatro Electra ospiterà performance teatrali ispirate e dedicate ai grandi temi della letteratura.

Nella prima edizione, è stata la volta di “Cenere“, curato dall’Associazione Culturale ElenaLedda Vox, e parte della fortunata e famosa Rassegna Mare e Miniere.

Il 400° della morte di William Shakespeare è stato spunto per performance estemporanee e flash mob curati dagli studenti del Liceo Linguistico “Baudi di Vesme”.

(in aggiornamento)

Cenere

mareminiere

CENERE

Film tratto dal romanzo di Grazia Deledda
Restauro digitale di una copia curato dall’associazione “
elenaledda vox
Musiche originali di
Mauro Palmas

Simonetta Soro, voce narrante
Mauro Palmas, liuto cantabile
Alessandro Foresti, pianoforte

Silvano Lobina, basso

Un progetto originale in cui musica e teatro si uniscono, alla ricerca di un dialogo che possa offrire un contributo alla visione di “Cenere”, film tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice nuorese Grazia Deledda, l’unico che vide la partecipazione dell’attrice teatrale Eleonora Duse.

La proiezione sarà preceduta dalla lettura di brani tratti dal romanzo.

Simonetta Soro, voce narrante, sarà impegnata nel tracciare un percorso utile alla visione del film.

La musica di Mauro Palmas, interpretata dal vivo da un ensamble tutto acustico, commenterà ed accompagnerà il racconto della Deledda e le immagini del film.

IL FILM

Regia: Febo Mari
Soggetto: dal romanzo omonimo (1904) di
Grazia Deledda
Sceneggiatura: E. Duse, F. Mari
Fotografia:
G. Gaietto
Interpreti:
Eleonora Duse (Rosalia Derios), Febo Mari (Anania, suo figlio), Misa Mordeglia Mari (Margherita), Ettore Casarotti (il bimbo), Ilda Sibiglia, Carmen Casarotti
Produzione:
Ambrosio Film, Torino, 1916
Origine: Italia
Durata:
30’

 
Rosalia Derios, che ha avuto un figlio, Anania, da una relazione con un uomo sposato, è costretta dalla miseria ad abbandonare il bambino e portarlo dal padre. Passa il tempo , Anania è studente a Roma. Terminati gli studi, Anania torna al paese natale a cercare la madre e ne scrive a Margherita, sua promessa sposa. Anania è costernato alla vista della madre miserabile e precocemente invecchiata. Rosalia comprende il dramma del figlio e vuole tornare nell’ombra, anche per non turbare l’amore tra Anania e Margherita. Quest’ultima, infatti, non vuole saperne di vivere con Rosalia, colpevole ai suoi occhi di aver abbandonato il figlio. Anania lo comunica alla madre ma poi va da Margherita e rompe il fidanzamento. Rosalia, ricevuta la notizia, si uccide sconvolta dal dolore.

Dal romanzo di Grazia Deledda, che l’aveva particolarmente colpita, la Duse stessa trasse il soggetto e la sceneggiatura. La grande attrice, che aveva abbandonato le scene teatrali fin dal 1908, si convinse di interpretare il film che fu prodotto da Arturo Ambrosio e dal Caesar Film di Torino e girato in esterni in Piemonte, poiché la Sardegna non era raggiungibile per il pericolo costituito dai sommergibili austriaci.
La recitazione dell’attrice è singolarmente misurata (non parla mai davanti alla macchina da presa), in contrasto con quella di Febo Mari, che recita con una certa concitazione e parla continuamente. Cenere è anche l’unica interpretazione cinematografica della Duse.